create avatar

Se siete dei guardoni incalliti potete vedere anche
le mie orrende foto
nonché sbirciare
le schifezze che ascolto.

Sul comodino



Citazionismo, sempre

"But out of all I entitle you my favourite scar. I’ll keep it forever closed, keep it forever sealed, keep it forever closed...so that no-one will know."

Mandarmi una mail?

Sii espansivo

La conta

*loading* mele infilzate sulla schiena

venerdì, 13 novembre 2009

- Buongiorno, vorrei solo una spuntatina -
Ovvero: della parrucchieria molesta

I miei capelli non erano mai stati così lunghi, e per un lungo periodo hanno persino mantenuto il loro colore naturale.
Ora mi ritrovo ad essere l'incrocio perfetto tra Draco Malfoy e la gioventù Hitleriana.

Non posso dire di non esserne tutto sommato soddisfatta.

P.S. Non sono così bionda come credete voi!

ponderato da: Leanan_Sidhe alle ore 10:29 | Permalink | commenti (3)
categoria:

mercoledì, 28 ottobre 2009

- Russian for italian people -

Corso di Russo.

Insegnante: "E cos'è questo aggeggio che vedete in mezzo alla tavola in questa illustrazione?"
Leanan_Sidhe: "Chiaramente, un samovar."
Compagni di banco: "OOOOOH! Ma come facevi a saperlo?"
Leanan_Sidhe: "Non so, forse perché in ogni libro russo prima o poi c'è un personaggio che dice fate preparare il samovar per il tè..."
Compagni di banco: "OOOOOOH! Ma perché, tu leggi i libri russi?"
Leanan_Sidhe: "Vi sguinzaglio contro il Pedobear."


ponderato da: Leanan_Sidhe alle ore 15:55 | Permalink | commenti (9)
categoria:risate accademiche

martedì, 13 ottobre 2009

- Berlin, Berlin -
Der fünfte Tag


S'è visto: Neue Nationalgalerie, Gemäldegalerie

La visita alla Neue Nationalgalerie ci insegna una lezione importante: le collezioni permanenti, a Berlino, non sono permanenti. La lezione, che avrà conferma anche nel giorno sesto, era stata anticipata già dal fatto che il mio uomo, che a Berlino e alla Alte Nationalgalerie era stato in passato appunto per vederne la permanente, pure l'altra volta s'era beccato una mostra a caso. A questo punto viene da pensare, ma le espongomo mai, la permanente?


Sgranatissima la foto, ma che ci importa?

Comunque non ci va malissimo, dato che c'è Bilder Träume, esposizione di una collezione privata, che include gli artisti che poi a noi ci caleva di vedere, quindi, praticamente, Ernst. Oltre ad egli, una quota di surrealisti piacevoli, altre cose assolutamente inutili, anche se niente così inutile come la parata di americani che fanno l'espressionismo astratto, termine che secondo noi non vuole dire alcunché, poi vediamo i quadri e ci diciamo, ma che è 'sta schifezza? Hanno ben da dirci che per questi schizzi di merda su tela s'è spostata la capitale artistica da Parigi a New York ma io disapprovo nontheless!
Tuttosommato soddisfatti, ci dirigiamo verso il Kulturforum, che come idea è fantastica: un biglietto, più musei ai quali si accede da un unico edificio (peraltro fastidiosamente ben progettato, ben tenuto, ben tutto)...piccolo problema? Che i musei in questione sono: il Kupferstichkabinett, che ospita temporanee di stampe antiche et moderne, e la cui temporanea ovviamente ci era del tutto indifferente; il Kunstgewerbemuseum, cioè il museo della chincaglieria, che espone maioliche, ceramiche e altri tipici oggetti dagli intarsi ridondanti, che non solo sono stati epurati persino dalla casa della nonna, ma che io notoriamente uso come rimedio per la stipsi; il Musikinstrumenten-Museum, che ci entro gratis allo Sforzesco di Milano, senza nulla togliere.
Quindi s'è andato solo che alla Gemäldegalerie, che in quanto estesa pinacoteca ci empiva gl'animi di folle speranza.
La Gemäldegalerie, poverina, lei non ha fatto alcunché di male, sono io che ho dei problemi con tutti quei fiamminghi e tedeschi di cui non ho sentito parlare mai nella vita e che se il mio testo di storia dell'arte non citava forse c'era un motivo...sono io che ho dei problemi con una sfilza di francesi e inglesi assolutamente ignoti...a dire il vero, ho dei problemi anche con una quantità di arte italiana del Trecento e Quattrocento i cui esponenti avevano nomi tipo Franceschiello da Poggibonsi, Beppino da Caronno Pertusella, Ugo in Umido detto “il Puzzone”.
A risollevarci il morale non son tanto un paio di Botticelli o Raffaelli, ma due Caravaggi che riconosco ancora prima di entrare nella sala, attraverso il muro, io Caravaggio lo sento col naso, mi si agitano le vibrisse. La scena è stata, per la precisione, la seguente: “Qui dietro c'è un Caravaggio. Dall'odore di pederastia, sarà l'Amor vincit omnia”. E lo era.


Sgomento: i tedeschi non solo mangiano a qualsiasi ora del giorno, ma sistematicamente accompagnano cappuccino o latte macchiato a roba salata anche piuttosto unta.

ponderato da: Leanan_Sidhe alle ore 19:22 | Permalink | commenti
categoria:berlin berlin

mercoledì, 07 ottobre 2009

Da noi i giornali parlano di Lodo Alfano, tutti i giornali esteri parlano, più credibilmente, di "legge per l'immunità di Berlusconi".

Il senso comunque è uno solo:

PUPPAAAAAAAAAAA!

(Ok, da domani ce lo tireranno in culo da un'altra prospettiva, però intanto puppa!)

ponderato da: Leanan_Sidhe alle ore 23:28 | Permalink | commenti (9)
categoria:politicizzo

mercoledì, 07 ottobre 2009

- Berlin, Berlin -
Der vierte Tag

S'è visto: Museum für Naturkunde

La caviglia ballerina di Leanan_Sidhe non fa che peggiorare, quindi altra giornata di relativo poco scarpinaggio. Meno male, perché nel Museum für Naturkunde passiamo alcune piacevoli ore in un'estasi simile anche se non comparabile in intensità a quella provata nel Technikmuseum.
Al Museo di scienze naturali a Milano, che pure mi piaceva assai, c'erano due fossili marci e un paio di gufi impagliati, una libidine per la terza elementare che dal paesino va nella grande città a vedere i musei!
Ora. A Berlino, nel Museum für Naturkunde, c'è il brachiosauro più grande del mondo, insieme a un altro paio di erbivoroni giganti, uno stegosauro, un carnivoro di non ricordo che famiglia, e il fossile dell'archeopterix che sta su tutti i nostri libri di disosauri. Praticamente, come stare in Walking with Dinosaurs. Poi, qualche migliaio di minerali che neanche avevo mai visto. Poi, la mostra su Darwin con una serie monumentale di animali impagliati divinamente, a dimostrare che l'evoluzione esiste checché ne dica il papa. Poi, la mostra sui deep seas, coi pescetti di profondità per i quali abbiamo strippato guardando The Blue Planet. Poi, una sala splattergore dove ti dicono come si fa a impagliare un animale, passo passo. Poi, la zona di paleobotanica e paleozoologia assolutamente di tutto rispetto, con quegli animali inopinati per i quali abbiamo strippato guardando Walking with Beasts. Poi, gli ominidi per i quali abbiamo strippato guardando Walking with Cavemen. Se ve lo state chiedendo, no, noi non siamo affatto fanatici dei documentari della BBC!
Nonostante tutta questa magnificenza, a noi ci pare che i treni siano meglio, e questo per farvi capire quanto fico fosse il Technikmuseum, ma ci rendiamo conto che si tratta di una battaglia fra giganti.


Grooooossi

Dopo aver pasteggiato con un burrito gigantesco che ci impedirà la digestione per le ore successive, decidiamo di buttare via un'oretta andando in battello, se non altro per usufruire di uno sconto in più della Berlin WelcomeCard. Pensando di farci un giretto pacco, ci azzecchiamo e scopro un lato di Berlino che avevo già sospettato, ma che andando sulla Spree si vede benissimo. Denomineremo questo lato: “il paradiso dell'architetto”.
Andando in battello infatti si parte dal Duomo e si passa per un primo tratto tra edifici classici, dietro l'isola museale. Poi si arriva al Reichstag, si guarda sull'altra riva e...che cazzo è quello! Un conglomerato di cemento e vetro con protuberanze all'esterno che sembrano portici ma alti 10 metri e un doppio ponte in verticale che congiunge le due ali dell'edificio, di qua e di là della Spree! Ah, è la biblioteca del Bundestag? Ah, sticazzi.


Uguale alla biblioteca di Camnago

E quella roba avveniristica, tutta curve, tutta in vetro, che fa paura ai muri? Ah, è la Haupbahnhof, che come dice il nome è una cazzo di stazione? Ah, come trenitalia proprio.
Penso a cosa succederebbe qua se in mezzo a un centro storico decidessero di fare una cosa del genere. Perché siamo capaci tutti, di fare 'ste cose a Rho. Capisco che a Berlino dispongano di spazi enormi, cosa che mai accade nelle nostre città, e che la disposizione spaziale sia così anomala da permettere qualsiasi cosa ma...dai, qua non sarà mail il paradiso dell'architetto.


Sgomento: ragazzine di quindici anni che mangiano beate il kebab alle quattro di pomeriggio come merenda. Ventenne tiratissima in metropolitana alle dieci di mattina estrae paninazzo col salame.

Sgomento II: “Dove mangiamo stasera?”
“Ah, non lo so...andiamo da Juanito?”
“Ma no ancora Juanito!”
Passarono poi davanti a Juanito, e si trovarono di nuovo non si sa come già seduti al tavolo.

ponderato da: Leanan_Sidhe alle ore 11:35 | Permalink | commenti
categoria:berlin berlin

domenica, 04 ottobre 2009

- Berlin, Berlin -
Der dritte Tag

S'è visto: Deutsches Technikmuseum, East side gallery

Come potete comprendere dall'infima lista delle cose visitate, questo giorno sembra che non si sia fatta una ceppa.
Il motivo è semplice: dopo la scarpinata del day 2, la caviglia ballerina di Leanan_Sidhe
decide misteriosamente di esplodere in un tripudio di miccette. Sarà l'età, o sarà che quella volta dovevo fare della fisioterapia, non si sa, ma ormai è tardi sia per essere giovani che per fare della fisioterapia quindi non si demorde e si decide di scarpinare però un po' meno.
Il Deutsches Technikmuseum è il museo più bello del mondo. Capite, io da piccola avevo sviluppato una mania per il Museo della scienza e della tecnica di Milano, ove è ricostruita una barca per intiero e c'è addirittura una locomotiva! Ecco, al Deutsches Technikmuseum tu arrivi, guardi in alto, e c'è un fottuto aereo in cima all'edificio. Poi entri e ci sono due hangar di locomotive, l'ala nuova empita per intiero di natanti e velivoli, e incidentalmente in mezzo a tutto questo riposano: telai steampunk, macchine a vapore, uno z31 vero vero, radio e tv dai primordi a oggi, macchine fotografiche e cinema, una bordata di pulsanti da schiacciare e robe interattive, nonché un parco tutto attorno con giusto un paio di mulini, una forgia e una birreria storica.
Dopo quattro ore passate a fare: “Ooooh! Aaaaah! Fiiiiicooo!”, la nostra considerazione comune è stata: “Ci avessero portati qua da bambini, ora saremmo ingegneri”.
Purtroppo a Milano c'era solo il Museo della scienza e della tecnica, e ora eccomi qua a fare l'umanista fallita.

Per riprenderci da tutta questa meraviglia, decidiamo di fare la cosa da veri turisti: andare a vedere l'East Side Gallery.
L'East Side Gallery è un pezzo piuttosto lungo di muro che è rimasto in piedi e che è stato al tempo dipinto con murali vari. Ora, celebrandosi i vent'anni dalla caduta, stanno tornando gli artisti che al tempo dipinsero per ripassare, rifare, ricolorare.
Ecco, peccato che per lo più 'sti disegni siano delle schifezze che non rappresentano alcunché (e questa tendenza abbiamo notato essere espressa maggiormente dai francofoni, una conferma in più della correttezza della nostra discriminazione nei loro confronti), mentre altrettanti sono delle banalità indicibili sulla pace nel mondo e l'unità dei popoli.
Alla fine, per quanto prevedibile, il migliore resta questo:


Ma dell'East Side Gallery non è tanto il Muro che ci interessa, per quanto noi si voglia molto bene al Muro, anzi alla Muro.
Quello che ci interessa è la zona intorno. Noi sbuchiamo con la U-bahn dopo aver passato dei giorni in una zona altamente urbanizzata e discretamente fighetta, attraversiamo aree di casermoni sovietici e ci troviamo in una piana desolata, con del brullo nulla squallid-metropolitano e nel mezzo il palazzetto nuovo tutto curvo tutto bello O2 world, la stazione Ostbahnhof tutta coi vetri tutta bella tutta figa e di fianco una roba che a prima occhiata sembra un edificio industriale dismesso in mattoni rossi, in realtà era la stazione, si chiama Postbahnhof ed è attualmente un locale. Io per queste cose perdo la testa! Perdo la testa, ho detto!
Questa è la prima giornata in cui penso seriamente che a Berlino mi sa che ci potrei proprio vivere.

Memoria selettiva
Al Deutsches Technikmuseum c'è una locomotiva per decennio, compresa quella del Reich rossa con la svastica e l'aquila. In compenso, il carro merci è in fondo al secondo hangar, nell'angolo opposto a quello da cui si esce, e lo vediamo solo perché il binario prima era vuoto.

Sgomento
C'è Sbranzo sul Muro di Berlino!


Sbranzo in versione transgender fa la sua comparsa sul Muro di Berlino e a tutti dice "PUPPA"

ponderato da: Leanan_Sidhe alle ore 11:12 | Permalink | commenti (1)
categoria:berlin berlin

venerdì, 02 ottobre 2009

 - Berlin, Berlin –
Der zweite Tag

S'è visto: Potsdamer Platz, Sony Center, Holocaust Mahnmal, Reichstag, Brandenburger Tor, Unter den Lindeln, Pergamon Museum, Bode Museum, Alte Nationalgalerie
S'è mangiato: currywurst da Andy's, robe col riso da Moon Thai

Potsdamer Platz qualche anno fa era macerie ma, grazie all'impareggiabile lavoro di pianificazione di Renzo Piano e seguendo i rigidi principi della ricostruzione critica, ora sfoggia palazzi in vetro, architetture impossibili, scenari modernissimi. Secondo gli inflessibili principi della ricostruzione critica, infatti, quel che c'era prima non ti deve interessare, non te ne deve fregare di meno se di lì passava il muro o no, cosa ci è successo e perché. No, non dite che in pratica si può fare quello stacazzo che si vuole perché sareste solo dei malfidati. Si chiamano “rigidi dettami della ricostruzione critica”. Botta di culo o meno, la piazza è spaventosa (e il Sony Center è un'adorabile pacchianata che ci fa sentire - purtroppo - un po' a casa sfoggiando una Cinquecento bianca alta cinque metri)
Andiamo all'Holocaust Mahnmal, che sarebbero delle file di pilastroni di cemento di altezza variabile disposti su un terreno irregolare. In mezzo ad essi si possono fare allegre scampagnate, giuocare al nascondino con gli amici e fare simpatici ischerzi, sperimentando una sensazione molto piacevole e molto simile a...come dire...avete presente quella scena col bambino sul triciclo nei corridoi? Ecco.
Come questo dovrebbe ricordarci l'olocausto non lo capiamo molto bene ma si decide di fregarsene, che quello che conta è l'effetto scenico.


La tipica atmosfera leggera che si respira passeggiando nell'Holocaust Mahnmal

Colti dall'entusiasmo della prima giornata da passarsi per intero della germanica capitale, non avendo nulla imparato dalla giornata precedente, siamo convinti che sia tutto dietro l'angolo quindi arriviamo al Reichstag.
Il Reichstag è gigante, il Reichstag mi fa paura, il Reichstag dice “Dem Deutschen Wolke” ed è grosso, così grosso che a stare davanti alla scalinata ti senti una cacchina, e giuro che non c'entra il mio evidente complesso di inferiorità da cittadinanza italica. Penso comunque che proverò ad andare a Palazzo Chigi urlando “a me piace di molto il socialismo”, chissà che mi tolgano il passaporto (questo è un progetto parallelo a quello per la scomunica, che com'è ovvio consiste nell'ottenere l'udienza papale al solo scopo di deprecare la moralità della madonna e sostenere l'inesistenza di Gesù Bambino davanti al santo daddy).
La Brandenburger Tor è una porta.
Guardando sulla cartina questo Unter den Lindeln non ci sembra così lungo, il fatto che consti di un'isola pedonale in mezzo all'accoppiata viale-controviale dove ogni arteria è larga quanto una nostra tangenziale non ci dà assolutamente da pensare. Arrivati a metà iniziamo a porcheggiare, ma non si demorde e si arriva alla fine, quando l'isola museale sembra vicina vicina invece è ancora in culo ai lupi, ma di nuovo non si demorde e, corroborati da un currywurst gigante, si arriva amabilmente ruttando germaniche fragranze al Pergamon.
Al Pergamon sappiamo tutti cosa c'è dentro perché tutti al liceo s'è fatto storia dell'arte. Chi di voi invece non avesse fatto il liceo o non fosse in possesso di cultura equivalente, è pregato di allontanarsi immediatamente dal locale.
Il Bode Museum è una schifezza clamorosa, non andateci, ci sono delle statue lignee orrende e delle monete, valore artistico uguale a quello dei miei calzini viola con le mucche.
L'Alte Nationalgalerie è una pinacoteca del mio cacchio con roba ottocentesca e un sacco di puzzoni tedeschi che nessuno s'è mai filato. C'è qualche sporco francese di quelli che si scocciavano a fare le righe quindi ci davano dentro di spennellìo (sì dai, intendo impressionisti), che alla fine si fanno anche guardare. Ovviamente noi s'è andati per la mania morbosa del turista che va in Germania e allora vuole vedere Friedrich. Tenendoci la pancia dal ridere all'idea di vederci l'omino del cazzo di schiena col suo bastone di merda (noi s'è deciso che i romantici son quelli che fan più ridere di tutti), facciamo le scale che portano a una stanza dove ci sono le uniche tre robe da vedere. Un'ovvia misura vessatoria del turista e chi dice di no era gay ma poi grazie a Povia s'è ricreduto.
Per fortuna niente viandanti sui mari di nebbia, ma l'abbazia nel querceto e un notturno che non so cosa sia.
In compenso c'era l'isola dei morti di Böklin (e altre robe sue di sotto), per la quale rimando alla sezione “memoria selettiva” in fondo al post.


Sgomento
I tedeschi mangiano a qualsiasi ora del giorno

Portento
Leanan_Sidhe nel secondo giorno si consola della sua inabilità linguistica quando sente una guida tedesca indicare la botola dei libri (sì, sì, quelli bruciati, sì) a degli inglesi dicendo “zis way”.

Memoria selettiva I
L'Holocaust Mahnmal sono 19.000 metri quadri di commemorazione dei poveri giudei. Sul bunker di Hitler, in compenso, ci hanno fatto un parcheggio.

Memoria selettiva II
La Toteninsel di Böklin conservata nell'Alte Nationalgalerie è quella che Hitler s'era appeso nel Berghof. Non mi pare ci fosse scritto però, sulla targhetta.

 


ponderato da: Leanan_Sidhe alle ore 10:20 | Permalink | commenti
categoria:berlin berlin